La scrittura degli etruschi

Quella degli Etruschi è un’importantissima civiltà sviluppatasi sul suolo italico a partire dall’VIII secolo a.C.; i loro primi insediamenti sorsero sulle coste della Toscana e sulla fascia intorno all’Appennino compresa tra Bologna e Volterra. Poi si espansero verso la pianura padana, e poi verso il Lazio settentrionale. Oltre all’agricoltura, erano molto abili nell’estrazione e lavorazione dei metalli; i loro manufatti, assai apprezzati, diedero vita ad un fiorente commercio via mare.

L’alfabeto greco e la comparsa delle vocali

L’alfabeto greco mostra chiari segni di derivazione da quello fenicio; la sua nascita si può datare intorno al 750 a.C.; la Grecia aveva conosciuto, più anticamente, un’altra forma di scrittura, la lineare B dei micenei; venuta poi in contatto con l’alfabeto fenicio, col il tempo lo adattò alla propria lingua e fonetica, aggiungendovi le vocali. In effetti, l’alfabeto greco è il primo alfabeto in cui compaiono le vocali, indispensabili per le lingue indoeuropee.

La scrittura araba

L’arabo è una lingua semitica che si è sviluppata a partire da alcune popolazioni dedite al commercio, i Nabatei, che si stanziarono nelle Oasi del Nord Ovest della penisola araba a partire dal V-VI secolo a.C. Non abbiamo altri documenti della loro scrittura se non le numerose iscrizioni epigrafiche rinvenute soprattutto a Petra, il loro centro politico;  utilizzavano un alfabeto simile all’aramaico ma che mostra già chiari segni dell’evoluzione verso l’alfabeto arabo.  Anche se parlavano una forma di proto-arabo, i Nabatei scrivevano raramente in questa lingua, preferendo invece l’aramaico, usato come lingua veicolore per gli scambi commerciali.

L’aramaico e l’ebraico

L’aramaico era la lingua parlata in origine da un antico popolo proveniente dalla penisola arabica che, a partire dal XIII secolo a.C., si stanziò in una zona che comprendeva città importantissime per il commercio come Damasco e Aleppo. Questa zona si chiamava Aram, da cui derivano le denominazioni “Aramei” per il popolo e “aramaico” per la loro lingua. L’aramaico è una lingua semitica settentrionale, come il fenicio; è proprio a partire dall’alfabeto fenicio che si sviluppò quello aramaico.

I fenici inventano l’alfabeto

I fenici hanno abitato le coste orientali del mediterraneo dal 1200 al 539 a.C.; erano un popolo di navigatori e commercianti; il loro nome deriva dal colore rosso porpora, di cui erano esperti produttori. La parte più a sud del loro territorio corrisponde alla terra di Canaan, abitata anticamente dai cananei, spesso nominati nella Bibbia. Inizialmente i fenici scrivevano in cuineiforme, ma poi, a partire dal XIII secolo a.C., svilupparono, primi fra tutti, una scrittura alfabetica.

La scrittura nelle civiltà precolombiane

Con il termine ‘civiltà precolombiane‘ si indicano le civiltà che popolavano le Americhe prima dell’arrivo di Cristoforo Colombo: alcune erano già tramontate molto tempo prima dell’arrivo degli europei, le altre che invece erano in quel periodo avanzate e fiorenti furono sterminate dalla furia dei conquistadores. Queste civiltà vengono anche dette mesoamericane perché si svilupparono nell’America Centrale, in un territorio compreso tra il Messico Centrale e l’Honduras e il Nicaragua. Qui sono comparse le prime forme di scrittura del continente americano; gli archeologi hanno individuato vari tipi di scrittura, alcuni molti antichi, come quelli degli Olmechi e Zapotechi, da cui è probabilmente derivata la scrittura dei Maya, che per ora è quella che siamo riusciti a decifrare meglio.