L’alfabeto greco e la comparsa delle vocali

L’alfabeto greco mostra chiari segni di derivazione da quello fenicio; la sua nascita si può datare intorno al 750 a.C.; la Grecia aveva conosciuto, più anticamente, un’altra forma di scrittura, la lineare B dei micenei; venuta poi in contatto con l’alfabeto fenicio, col il tempo lo adattò alla propria lingua e fonetica, aggiungendovi le vocali. In effetti, l’alfabeto greco è il primo alfabeto in cui compaiono le vocali, indispensabili per le lingue indoeuropee. Le vocali furono create a partire da quattro consonanti dell’alfabeto fenicio (Aleph, He, Iod, Ajin) che nella lingua greca non servivano; nacquero così A, E, I, O; per il suono U si ricorse ad una lettera dell’alfabeto semitico, Waw. L’alfabeto fenicio aveva un nome per ciascuna lettera, un nome che corrispondeva ad una parola che cominciava con il suono rappresentato dalla lettera. Ad esempio, Aleph (Alfa) significava ‘bue’; Beth (Beta) significava ‘casa’. Passando al greco questa corrispondenza venne persa: i nomi delle lettere non avevano un corrispettivo lessicale, indicavano semplicemente la lettera. I greci conservarono i nomi di queste lettere e il loro ordine (detto “ordine levantino”).

Una delle prime e più importanti attestazioni dell’alfabeto greco è un’iscrizione che si trova sulla Coppa di Nestore, un reperto archeologico del 725 a.C. L’iscrizione è in versi e rappresenta il più antico esempio di poesia in scrittura contemporanea. Altre iscrizioni dell’VIII secolo sono antiche epigrafi, liste dei vincitori dei Giochi, firme di artisti sui vasi.

La coppa di Nestore; Museo di Villa Arbusto, Lacco Ameno, Ischia

I testi più antichi conservarono la direzione da destra a sinistra, tipica della scrittura fenicia; successivamente ci fu un periodo di incertezza: a volte il testo aveva andamento bustrofedico,a volte da destra a sinistra, o da sinistra a destra; infine prevalse l’uso di scrivere da sinistra a destra.

L’alfabeto greco si diffuse ampiamente tra la popolazione, perché era facile da imparare. Lettura e scrittura divennero attività accessibili a tutti, non solo a pochi adepti, come era successo in passato per scritture come il cuneiforme o geroglifico. La scrittura ha accompagnato la civiltà greca e ne ha testimoniato e favorito lo sviluppo sia politico sia culturale. Le leggi e gli atti, scritti con questo nuovo alfabeto, furono accessibili  a tutti: una scrittura democratica per un governo democratico. Inoltre l’alfabeto greco, con la stesura scritta dei poemi omerici, permise lo sviluppo della grande letteratura occidentale.

Per adattarsi alle varietà dialettali della lingua, si svilupparono presto diversi tipi di alfabeto a seconda delle aree geografiche. Questi alfabeti locali, detti varianti epicorie, si indicano con tre diversi colori: il gruppo verde (cretese), il gruppo blu (attico, ionico e corinzio) e il gruppo rosso (occidentale).

La variante ionica (gruppo blu) divenne obbligatoria a partire dal 403 a.C., quando, con l’editto di Archino, fu proclamata la variante ufficiale ateniese.

Il gruppo rosso, quello occidentale, comprende anche l‘alfabeto cumano, da cui ebbe origine in seguito l’alfabeto etrusco, e poi quello latino.

Invece l’alfabeto greco antico, attraverso la mediazione dell’impero bizantino, divenne la base su cui si sviluppò l’alfabeto cirillico.

Le lettere maiuscole dell’alfabeto greco moderno sono perlopiù identiche a quelle della variante ionica; le lettere minuscole, invece,  si svilupparono dalla scrittura corsiva bizantina, a partire dall’800 d.C.

Manoscritto del X secolo con scrittura greca minuscola.

 

Fonti:

Storia della scrittura, Cecilia Canepa.
http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_dell%27alfabeto_greco
http://www.omniglot.com/writing/greek.htm

Questo articolo fa parte della serie dedicata alla Storia della scrittura.

Immagini: Wikimedia Commons

3 thoughts on “L’alfabeto greco e la comparsa delle vocali

  1. La lineare B (decifrata) è la scrittura dei Micenei, mentre la lineare A (oggi purtroppo ancora indecifrata) è invece la scrittura dei Minoici.

  2. @cicciolino: Hai proprio ragione, mi ero confusa! Grazie di avermi fatto notare lo sbaglio, ora ho corretto.

  3. Pingback: La scrittura degli etruschi | NoSatisPassion

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