La scrittura cinese

La scrittura cinese è, tra quelle ancora in uso, forse la più antica del mondo. Non è possibile sapere con precisione quando sia nata perché le ricerche e gli scavi archeologici non sono stati così frequenti e costanti come qui in occidente. La scrittura cinese, originariamente pittografica, si è poi evoluta verso forme più stilizzate, tanto che ora i caratteri cinesi (detti hànzì) non hanno più un aspetto riconducibile a ciò che rappresentano. Tradizionalmente il cinese si scrive in colonne verticali, dall’alto in basso e da destra a sinistra, anche se in tempi moderni si è molto diffuso anche l’andamento orizzontale, da sinistra a destra.

I caratteri cinesi possono rappresentare oggetti, idee oppure dare indicazioni sulla pronuncia. Inizialmente erano solo qualche migliaio ma, man mano che la scrittura divenne sempre più diffusa e praticata, il numero di caratteri aumentò moltissimo: ad un certo punto si arrivò a superare i 50.000; però bisogna precisare che molti sono arcaici e non più usati, altri sono doppioni. Attualmente una persona di media cultura deve conoscere circa 3000-4000 caratteri. Essi hanno forma quadrata e dimensioni identiche; spesso gli scolari che devono imparare a scrivere si esercitano su fogli con apposite griglie che li aiutano a mantenere dimensioni e distanze costanti.

La lingua cinese scritta è molto più conservativa di quella parlata. In effetti, persone che parlano dialetti diversi possono comunque capirsi e comunicare nello scritto. Inoltre molti caratteri cinesi sono stati importati in altri sistemi di scrittura, come il giapponese e il coreano.

Le tappe di una storia millenaria

La storia della scrittura cinese è davvero lunghissima, e tradizionalmente viene divisa in periodi.

Scrittura neolitica: recentemente sono stati ritrovati dei reperti di età neolitica (per lo più vasi e ossa di animali) con segni ed incisioni che potrebbero rappresentare una forma di scrittura primitiva, anche se gli studiosi non possono affermarlo con certezza; non è infatti possibile determinare se si tratti di un sistema di scrittura organizzato o semplicemente di simboli.

iscrizioni oracolari

1. Iscrizioni oracolari su guscio di tartaruga

Scrittura oracolare: è quella ritrovata su ossa di animali e gusci di tartaruga risalenti all’età del bronzo cinese, sopratutto all’ultimo periodo della dinastia Shāng (1200-1050 a.C.); le domande da rivolgere all’oracolo venivano incise sulle ossa e i gusci; poi il tutto era messo a bruciare, e dai crepitii venivano interpretate le risposte. Queste sono le testimonianze più antiche, e mostrano un sistema di scrittura già maturo e coeso.

Iscrizioni su bronzo: coincidono col periodo della dinastia degli Zhou Occidentali (1066–770 a.C.) e della Primavere e degli Autunni (770–476 a.C.); i caratteri venivano fusi in grande quantità su recipienti di bronzo;sono molto simili a quella della dinastia Shāng, ma più regolari, con tratti più sottili e acuti. Dalla fine del periodo delle Primavere e degli Autunni, la scrittura cominciò a differenziarsi a seconda del territorio. Gli Zhou Occidentali, nell’ultimo periodo, cominciarono a scrivere con uno stile che sarà alla base dello stile del sigillo; per non confonderli, esso viene definito stile del grande sigillo, mentre quello successivo viene chiamato stile del piccolo sigillo (o, più semplicemente, stile del sigillo).

vasi di bronzo

2. Vasi di bronzo con iscrizioni della dinastia degli Zhou Occidentali.

caratteri sigillari

3. Caratteri sigillari incisi su pietra

Dinastia Qín: quando la dinastia Qín (221-206 a.C.) unificò la Cina, impose lo stile del sigillo a tutto il suo territorio; gli stili locali caddero così in disuso. I caratteri sigillari cominciarono ad evolversi gradualmente già nello stato di Qín durante l’ultimo periodo degli Zhou Occidentali; hanno una forma leggermente allungata in senso verticale e presentano linee piuttosto curve e tondeggianti. Questo stile di schiama così perché anche dopo la fine della dinastia Qín continuò ad essere usato come forma decorativa nei sigilli, che possono essere definiti delle specie di ‘timbri’ usati per imprimere la propria firma sui documenti scritti. Contemporaneamente allo stile del sigillo, la dinastia Qín sviluppò una forma di scrittura più semplificata, popolare, nota come ‘scrittura degli scribi‘ e usata dagli impiegati del governo. In questo periodo continuano le iscrizioni su bronzo, ma molti testi sono scritti anche con inchiostro su bambù, su strisce di legno e, più raramente, su seta.

Dinastia Han (206 a.C-220 d.C): in questo periodo la scrittura conobbe una maggiore diffusione, perciò lo stile del sigillo venne relegato, appunto, ai sigilli, mentre per tutti gli altri usi si preferì impiegare una scrittura più veloce e sbrigativa. I caratteri furono semplificati e persero ogni radice pittografica. I tratti da rotondi si fecero retti, i caratteri divennero più spigolosi e assunsero forma quadrata. Questo stile deriva dalla scrittura popolare della dinastia Qín e prende il nome di stile clericale o anche stile cancelleresco. Durante la dinastia Han si affermò gradualmente anche uno stile corsivo, informale, usato per stesura di bozze e documenti non ufficiali: dapprima si svilluppò lo stile corrente (un semi-corsivo), poi lo stile d’erba (un corsivo vero e proprio, con caratteri che si presentano in forma irregolare, simili a fili d’erba agitati dal vento). Infine, durante il III secolo d.C., apparve lo stile regolare: presenta dei tratti che ricordano lo stile corsivo, ma non è una forma corsiva. Durante la dinastia Han si sviluppò la produzione della carta come supporto alla scrittura. Probabilmente l’invenzione della carta è molto più antica, ma è in questo periodo che si hanno testimonianze certe della sua diffusione.

stile clericale, stile corrente, stile d'erba, stile regolare

4. Stile clericale (a), stile corrente (b), stile d'erba (c), stile regolare (d)

Periodo delle dinastie del Nord e del Sud: a partire dal V secolo d.C. lo stile regolare si afferma in maniera definitiva e diventa ufficiale.

Periodo della dinastia Tang (618-907 d.C.): lo stile regolare si perfeziona ulteriormente grazie alla maestria di esperti calligrafi di quel periodo. Da allora è una forma standard rimasta sostanzialmente invariata fino ai giorni nostri con il nome di cinese tradizionale.

cinese tradizionale e cinese semplificato

5. La medesima parola in cinese tradizionale (in nero) e cinese semplificato (in rosso)

Modernità: nel corso del ventesimo secolo si decise di attuare una semplificazione dei caratteri tradizionali allo scopo di rendere più facile e veloce la scrittura e di incrementare l’alfabetizzazione: per eseguire certi caratteri tradizionali occorrono infatti anche 40 o più segni. La maggior parte dei testi della Cina continentale viene attualmente stampata con caratteri semplificati, mentre a Hong Kong, Macao e Taiwan si usa ancora il cinese tradizionale. La versione semplificata è da alcuni piuttosto criticata perché ritenuta arbitraria e poco coerente; non c’è alcun obbligo di adottare l’uno o l’altro sistema di scrittura, attualmente entrambi sono praticati e accettati. In tempi recenti si è anche diffusa, per influsso occidentale, l’organizzazione della scrittura in righe orizzontali, da sinistra a destra.

Gli stili attualmente impiegati nella calligrafia cinese

Stile del sigillo: è lo stile più antico, molto praticato dai calligrafi cinesi; tuttavia raramente i cinesi moderni sono in grado di leggere e capire questo stile. Viene ancora impiegato attualmente proprio nei sigilli, per firmare i documenti scritti.

Stile clericale: è detto anche stile cancelleresco o stile degli scribi; viene attualmente impiegato in scritte calligrafiche, in lavori artistici, per titoli e citazioni e anche in pubblicità e insegne. E’ piuttosto comprensibile per i moderni.

Stile corrente: è una forma semi-corsiva, in cui i caratteri rimangono separati ma i tratti risultano uniti perché tracciati senza staccare la penna dal foglio. E’ lo stile usato quotidianamente anche dai moderni nella scrittura manoscritta. Viene impiegato, con propri vincoli distinti, anche in calligrafia.

Stile d’erba: è uno stile corsivo, in cui non solo i tratti, ma anche i caratteri possono risultare uniti perché scritti senza staccare il pennello dal foglio. I caratteri subiscono necessariamente delle drastiche semplificazioni e ciò li rende molto difficili da leggere per i moderni.

Stile regolare: è normalmente impiegato ai nostri giorni, il più facile da capire e da riconoscere; è solitamente il primo che si impara a scuola, anche per chi vuole studiare il cinese come seconda lingua. I calligrafi usano questo stile all’inizio, per esercitarsi a creare caratteri regolari ed equilibrati; poi passano a stili più difficili.

Fonti:

http://www.tuttocina.it/fdo/scritt_cin.htm

http://www.omniglot.com/writing/chinese.htm

http://www.smashingmagazine.com/2010/05/18/the-beauty-of-typography-writing-systems-and-calligraphy-of-the-world/

http://en.wikipedia.org/wiki/Chinese_language

http://en.wikipedia.org/wiki/Written_Chinese

http://en.wikipedia.org/wiki/Chinese_character

http://en.wikipedia.org/wiki/Chinese_script_styles

Immagini reperite in Wikimedia Commons: 1; 2; 3; 4: a, b, c, d; 5

Questo articolo fa parte della serie dedicata alla Storia della scrittura.

5 thoughts on “La scrittura cinese

  1. Pingback: Un po' di storia della scrittura | NoSatisPassion

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