Posso usare questo font per creare un logo? Il problema delle licenze

tag-cloud: font, copyright e licenzeDi siti web che distribuiscono font (gratuiti, commerciali, open, ecc.) ce ne sono una marea. Spesso, però, è difficile capire quali sono gli usi consentiti dei font che scarichiamo. Per opere creative come dipinti e foto è molto più semplice, anche da profani, comprendere come vengono applicate le leggi che regolano la proprietà intellettuale; invece per i font tutta la questione è più complessa. Chi desidera usare un font per scopi creativi come, ad esempio, la creazione di un logo, deve fare molta attenzione; anche quando si compra un font commerciale ci si può trovare di fronte a restrizioni d’uso che ne impediscono l’impiego in simili contesti, o che comunque lo rendono molto problematico.

Per capire qualcosa in più relativamente a questo argomento, ho fatto delle ricerche piuttosto approfondite sul web (in fondo a questo articolo ho messo la sitografia): non è stato facile trovare delle risposte perché questo tema, come si può immaginare, non viene affrontato spesso. In questo articolo scrivo quello che ho capito io: è ovviamente da prendere tutto con beneficio d’inventario, perché io non sono un avvocato. Queste sono solo le mie deduzioni; chi ne sa più di me e vuol farmi la cortesia di correggermi, è più che benvenuto.

La legge americana non tutela il ‘typeface‘, ovvero il  ‘carattere ‘ inteso come insieme di caratteri tipografici accomunati dallo stesso stile grafico. Invece i font sono soggetti al copyright in quanto file o programmi che permettono di rappresentare e usare il carattere. I font sono protetti da un brevetto come qualsiasi altro software. In genere i font commerciali non possono essere ridistribuiti, copiati, passati da un computer ad un altro, diffusi nel web.

Il cosiddetto ‘typeface’, il carattere inteso nel suo aspetto grafico, è comunque risultato di un lavoro creativo molto impegnativo, assolutamente paragonabile a quello richiesto per creare un dipinto o un romanzo. Tuttavia la legge americana non lo protegge con il copyright; ciò comporta vari problemi: plagio, imitazioni, pirateria. Il typeface può tuttavia essere tutelato nel nome (trademark), per la sua originalità del disegno (‘design patent‘, anche se è poco comune). In ogni caso, copiare un carattere non è un’azione eticamente accettabile.

In Italia, a quanto ho capito, possono essere soggetti a diritto d’autore sia il font sia il carattere tipografico.

Le aziende (grandi o piccole, o anche singoli individui) che producono, vendono e distribuiscono font solitamente ne definiscono i modi di utilizzo attraverso un’apposita licenza. È a questa che bisogna far riferimento per comprendere se operazioni come embedding (in pdf, eps, pagine web, ecc.) manipolazione, conversione del font in tracciati, inserimento in loghi, ecc. sono consentite oppure no. In caso questa licenza manchi o non specifichi questi dettagli, bisogna chiedere direttamente.

Un conto è il diritto d’autore, un altro il marchio (trademark): se il logo è un lavoro artistico originale, allora può essere soggetto a diritto d’autore; un logo è però registrabile come marchio anche se non ha caratteristiche tali da essere considerato un lavoro artistico originale (come nel caso di una semplice combinazione di lettere).

Sitografia:

  1. comp.fonts/FAQ, in particolare: Are fonts copyrightable? e Typeface protection.
  2. http://selili.com/node/99
  3. http://areaofdesign.blogspot.com/2006/07/can-we-use-fonts-in-logo-design.html
  4. http://www.typophile.com/node/28180
  5. http://www.notesondesign.net/resources/intellectual-property/typefaces-logos-and-open-font-licenses/
  6. http://www.bsa.org/country/~/media/Files/Tools_And_Resources/Guides/FontGuide/FontGuide_IT.ashx

7 thoughts on “Posso usare questo font per creare un logo? Il problema delle licenze

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  3. E’ un argomento molto difficile da sbrogliare.
    Molte volte applicazioni installano dei FONT di cui non è semplice reperire le licenze :(

  4. @Sarnico: è vero, è un argomento molto complesso, i dubbi sono tanti; ed è vero pure ciò che hai aggiunto: i font che vengono installati insieme ad altre applicazioni, di cui quasi mai si riesce a capire la licenza d’uso. Spero che applicazioni come quelle che ho descritto in questo articolo possano aiutare anche in casi del genere.

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  6. cosa vuol dire free for “commercial use” esattamente? se io ho pagato un font, perchè non posso fare un logo e venderlo? a cosa devo stare attento? a pagare di nuovo xchè l’ho usato? le licenze sembrano una gran fregatura. lo stesso per le canzoni che usi per montare i video. io faccio il grafico non l’avvocato, ma c’è troppa incertezza e questo limita la qualità dei lavori. almeno se sapessi bene cosa posso comprare comprerei con piu consapevolezza. avete link riguardo? legal information about royalties and commercial use? roba del genere? sarebbe utile per chi lavora seriamente. e poi gli avvocati nn sanno un cavolo di queste cose. grazie!

  7. @simon: Ciao Simon, neanch’io sono avvocato, per cui anche per me è difficile.
    Da quel che posso capire io, i font ‘free for commercial use’ li puoi usare a scopo commerciale (ad esempio: in brochures, siti web, volantini, manifesti, video, ecc., insomma tutti i lavori da cui tu ricavi un qualche guadagno economico), ma non è detto che tu li possa usare per costruire un logo in cui il font gioca un ruolo fondamentale nella riconoscibilità del marchio. Per capire se puoi usare il font anche come logo/marchio, devi leggere la licenza del font e vedere se c’è scritto esplicitamente che quel font si può usare anche per creazioni di loghi/marchi. Se non c’è scritto, per essere sicuri è meglio chiedere direttamente al produttore; oppure, se possibile, orientarsi verso un altro font simile, ma di cui si ha questa certezza.
    Nell’articolo, l’ultimo paragrafo si chiama ‘Sitografia’: lì ho messo i siti che mi sono stati più utili per trovare una risposta ai miei interrogativi. Spero siano utili anche a te.
    Purtroppo non c’è molta informazione su questi temi, né online né offline. Questo è tutto ciò che ti posso dire, da come ho capito io la questione.

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